• Gabriele Magagnini

ANCORA SULLA SCUOLA GIGLI: INTERVENTO DI "SU LA TESTA"


La questione della scuola “Beniamino Gigli” è tornata alla ribalta nell’ultima, decisiva, settimana di campagna elettorale: Su La Testa ha deciso di evitare ogni interferenza durante quel periodo, coerentemente con la scelta di lasciare liberi gli elettori al turno di ballottaggio del 9 giugno scorso. La vicenda, tuttavia, è tutt’altro che chiusa: tra gli atti del Comune di Recanati antecedenti al sisma 2016 e le dichiarazioni successive fornite dallo stesso alla Regione, unitamente a quelle dell’Ufficio Ricostruzione nell’atto che dà il via libera al finanziamento per la nuova scuola “Beniamino Gigli”, sembrano sussistere evidenti contraddizioni.

I primi dubbi sulla possibilità di accesso al finanziamento legato al sisma erano sollevati, nel settembre del 2018, proprio dall’Ufficio Ricostruzione: il finanziamento regionale veniva bloccato per la mancanza di un requisito necessario e fondamentale. Secondo l’Ufficio, la scuola sarebbe stata dichiarata inagibileben prima del 2016 (nel 2009): “la scuola B.Gigli, stante la preesistente inagibilitàalla data del 24/08/2018, non risulta finanziabile all’interno delle programmazioni degli interventi sulle opere previste dall’art 14 comma 1 del D.L. 189/2016” (Ufficio ricostruzione sisma della Regione Marche, Direttore USR Marche Cesare Spuri).

L’inagibilità assurgeva, fin da subito, a questione centrale e dirimente.

A questo primo intervento dell’USR (Ufficio Speciale Ricostruzione Marche – Sisma 2016) faceva seguito un incontro urgente dell’allora sindaco Francesco Fiordomo con il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli (PD): grazie a quest’ultimo (ed a quel Partito Democratico che, solo pochi mesi dopo, sarà oggetto di ripetuti attacchi da parte della coalizione dell’ex sindaco, nonché attuale assessore, Fiordomo), a Recanti arrivavano immediatamente le prime generiche rassicurazioni.

Il 5 ottobre 2018, l’USR tornava sui propri passi e confermava il finanziamento per la nuova scuola “Beniamino Gigli”. Quest’ultima posizione dell’USR veniva argomentata in un atto - a firma, ancora una volta, del Direttore USR Marche Cesare Spuri - in cui si può leggere quanto segue: “Si da atto, come attestato dal Comune, che non esistono atti formali che certifichino l’inagibilità dell’immobile prima del 24 agosto 2016”.

Secondo l’USR il Comune di Recanati avrebbe, inoltre, anche proceduto a chiarire l’espressione “in disuso” - utilizzata nel “piano” - da riferire, riguardo all’immobile, esclusivamente alla funzione scolastica. Focalizzando sull’intera vicenda relativa alla scuola “Gigli”, anche al lettore meno esperto non può che apparire strano ed alquanto inverosimile che lo spostamento di un’intera scuola possa essere avvenuto senza che vi siano state, a monte, verifiche, quindi certezze, sulla struttura; ma, soprattutto, che non esistano atti formali che dichiarino, espressamente, l’inagibilità dell’immobile non corrisponde al vero.

Il termine “disuso”, di recente utilizzato dal Comune di Recanati nel “piano” per accedere ai finanziamenti sisma, non compariva minimamente nell’atto della Giunta Comunale n. 196 del 28/07/2009, avente ad oggetto “lavori di sistemazione di porzione del complesso di Sant’Agostino da adibire a sede temporanea della scuola elementare Beniamino Gigli”; ed anzi, era proprio la stessa Giunta Comunale, presieduta dall’allora sindaco Francesco Fiordomo, ad ammettere espressamente, nella medesima delibera, che “con verbale di somma urgenza del 27.04.2009 a firma del dirigente dell’area tecnica (…) è stata dichiarata l’inagibilità dell’edificio adibito a Scuola Elementare Beniamino Gigli”.

È, pertanto, sostenibile e corretto affermare che non esistono atti formali sull’inagibilità dell’immobile prima del 24 agosto 2016?

Al contrario, delibera di Giunta ed ordinanza in essa menzionata affermano esattamente il contrario, con espressioni, certamente, inequivocabili.

Inoltre, nella medesima comunicazione dell’USR dell’ottobre scorso, il Direttore Cesare Spuri, concludendo, sentenziava che gli uffici comunali “oggi allocati nella monumentale sede in piazza Leopardi” sono “impossibili da adeguare sismicamente come prescrive la legge: eppure - se non andiamo errati - questo risulterebbe essere proprio il fine dell’ulteriore pioggia di milioni (circa 15 milioni di euro) attesa a Recanati, in quanto l’adeguamento sismico del palazzo comunale risulta tra le opere inserite nel “piano sisma”; si apre, dunque, una ulteriore questione che dovrà essere approfondita con estrema attenzione. L’URS ha evidenziato, infatti, il rischio di operazioni gravosissime su di immobili in ogni caso “impossibili da adeguare sismicamente” all’indice 1 (livello di sicurezza sismico che generalmente si mira a conseguire con tali interventi).



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