• Gabriele Magagnini

DOMANI 15/7, ALLE 21, VILLAGGIO DELLE GINESTRE, CONCERTO BENEFICO DELL'ORCHESTRA DI FIATI

“Il limite è la casa dell’Infinito” è la frase che compare sul profilo social di suor Barbara Brunalli, Figlia di Santa Maria della Provvidenza, direttrice del Villaggio delle Ginestre di Recanati, di proprietà e gestito dall’Opera San Luigi Guanella: poche parole ma capaci di evocare spazi e luoghi utili a tutti. Il significato della sua scelta?

«Molto spesso, soprattutto in questo tempo caratterizzato da paure, incertezze e precarietà, sperimentiamo il senso del limite, l’incapacità di leggere la realtà in tutte le sue sfaccettature, la sostanziale finitezza del nostro essere… ma, nel contempo una plurimillenaria storia di fede ci ricorda che proprio qui, in questa realtà, oggi come ieri, l’Infinito ha voluto stabilire la sua dimora, assumendo su di sé il nostro limite per trasformarlo in risorsa vitale. È l’evidenza più tangibile dell’inestimabile valore della persona, di qualsiasi persona, che semplicemente in virtù della sua umanità (e non delle sue maggiori o minori abilità), diviene “casa dell’infinito”, “casa di Dio”».

Dirige il Villaggio delle Ginestre, un simbolo per quanti si (pre)occupano di dare assistenza e sostegno al prossimo in difficoltà. Ci spiega contenuti umani e assistenziali della struttura recanatese?

«Il Villaggio delle Ginestre, presente da ormai 50 anni sul territorio recanatese, è un centro di riabilitazione, che accoglie disabili psicofisici in regime residenziale e diurno. La nostra opera si ispira al pensiero di san Luigi Guanella (1842-1915), sacerdote lombardo sempre in prima linea a sostegno di chi, per svariati motivi, non aveva posto e voce nella società. Nella sua attività spiritualità e pedagogia formano un tutt’uno. Il fondamento è la fede in Dio, Padre Provvidente che ha cura di tutti i suoi figli, ma in modo particolare dei più svantaggiati. L’impegno è cooperare a questa azione divina, facendo sì che ogni persona possa esprimere al meglio le sue potenzialità. La sfida è credere che ogni persona è, in qualche modo, educabile e trovare per ciascuno un canale di comunicazione e una modalità di espressione. La via privilegiata rimane, ci ricorda don Guanella, la via del cuore: la presenza affettuosa e premurosa fa sì che la persona sia motivata a dare il meglio di sé, incoraggiata e rassicurata dall’amore che le viene donato. L’ambiente è quello della famiglia in cui tutti i membri, ciascuno secondo le sue capacità, si sostengono reciprocamente ed offrono il loro apporto per favorire il buon vivere quotidiano».

Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate, quali sono invece le maggiori soddisfazioni?

«In una cultura che Papa Francesco più volte ha definito “dello scarto”, che considera inutile chi non è produttivo, la difficoltà principale è quella di ottenere, anche da parte delle istituzioni, un’adeguata comprensione delle esigenze dei piccoli e degli ultimi.

Sicuramente le maggiori soddisfazioni sono quelle che ci vengono dalle nostre “ragazze”, come ci piace definire le nostre ospiti indipendentemente dalla loro età. La spontaneità, l’entusiasmo, la capacità di stupirsi e di gioire anche per le cose più semplici sono il vero motore di tutta la nostra attività e la forza che ci anima e ci motiva ogni giorno».

Un obiettivo che si pone, il sogno del cassetto della direttrice?

«Da Figlia di S. Maria della Provvidenza, il sogno nel cassetto è quello di continuare a seminare, nella realtà odierna, i germi del carisma di carità ricevuto in eredità da San Luigi Guanella. Mi piace sognare un Villaggio sempre più capace di offrire risposte concrete ai bisogni delle persone, attraverso processi di apertura e di collaborazione con altre realtà che operano nel settore della disabilità, per mantenere viva la mission delle origini: una vivace interazione con il territorio e una reale inclusione sociale, consapevole delle potenzialità e delle fatiche di ciascuno e sempre orientata alla migliore qualità di vita per tutti. In questa direzione va anche la proposta dell’iniziativa “Fermarsi non si può”, che verrà presentata venerdì».

Venerdì il concerto benefico dell’Orchestra dei Fiati con l’obiettivo di raccogliere fondi per il Villaggio delle Ginestre, un segnale di attenzione verso la vostra struttura. Viviamo in un momento di siccità anche caritatevole o ci sono altri segnali positivi come questo appena citato?

«Siamo molto grati all’Orchestra di Fiati per l’evento che dona al Villaggio delle Ginestre. Spesso definiamo la nostra come una società caratterizzata dall’individualismo e, probabilmente, in parte è vero, ma se siamo attenti alla realtà che ci circonda possiamo vedere anche importanti gesti di generosità che, in genere non fanno clamore, ma sono un po’ come la rugiada del mattino che delicatamente rinfresca e dona nuova vitalità».



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