• Gabriele Magagnini

IL GIORNO DEL RICORDO

Il gruppo consiliare Lega Salvini Recanati ha presentato a fine gennaio una mozione “10 Febbraio-Giorno del Ricordo” per ricordare i martiri delle Foibe. La mozione verrà discussa nel prossimo consiglio comunale dato che nell'ultimo che si è tenuto il 7 febbraio 2020 non è stato possibile trattarla a causa dell'esaurimento del tempo previsto per la discussione delle stesse. <<I massacri delle “foibe” –si legge in una nota di Benito Mariani, coordinatore cittadino della Lega Salvini Premier, sono stati degli eccidi ai danni di civili, militari, uomini, donne, bambini prevalentemente provenienti dalle zone della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti tra il 1943 e il 1947, da parte dei partigiani comunisti jugoslavi guidati dal maresciallo Tito. A seguito di questi drammatici episodi seguì l'esodo giuliano-dalmata, durante il quale si stima che 250.000 italiani furono costretti ad una emigrazione forzata dalle loro terre di origine, dall'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia. Per troppi anni gli orrori delle foibe e delle vicende consumatesi nelle terre del confine del Nord-Est, in Istria ed in Dalmazia, sono stati taciuti e solo con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004 lo Stato italiano ha istituito il “Giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata con l'obiettivo di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale>>. Anche le Marche sono state una Regione direttamente coinvolta negli anni dell’esodo dei profughi giuliano-dalmati. Il porto di Ancona, situato proprio al centro della costa adriatica, fu il luogo di arrivo di alcune delle navi che partirono da quelle terre fin dal 1947, quando nella città dorica il 16 febbraio per primi giunsero più di 2.000 polesi, un quarto dei quali trovò subito accoglienza e rifugio nella caserma Villarey. <<Le Istituzioni – continua Mariani- non hanno solo un obbligo di legge, ma anche una responsabilità morale di far conoscere questi tragici eventi, in particolar modo nelle scuole al fine di conservare il ricordo e favorire la comprensione e la conoscenza di una pagina di storia per troppi anni rimasta nascosta. A Recanati esiste già una via intitolata ai “Martiri delle Foibe” grazie all'impegno dell' allora consigliere comunale sig. Bruno Frenquelli, ma dal quel tempo ad oggi nulla, o quasi, è stato fatto per far conoscere questa drammatica tragedia ai giovani studenti delle scuole recanatesi>>. Di qui la richiesta che l'Amministrazione comunale sia promotrice di progetti scolastici volti a “diffondere la conoscenza dei tragici eventi legati alle foibe e all''esodo giuliano-dalmata” in tutte le scuole di ogni ordine e grado, così come disposto dall’ art. 1 della Legge n. 92 del 30 marzo 2004.



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