• Gabriele Magagnini

LA VISITA PASTORALE DEL VESCOVO MONS. MARCONI


Recanati- In un clima di affettuosa accoglienza e viva partecipazione, l’Unità Pastorale 12 di Recanati, con una solenne concelebrazione eucaristica, domenica scorsa, ha dato il benvenuto al Vescovo Mons. Nazzareno Marconi, nella Chiesa “Cristo Redentore” al Quartiere “Villa Teresa”,il più popoloso della città con i suoi 8mila abitanti, dando così inizio alla visita pastorale, che comprende tra l’altro la Parrocchia “Santi Giuseppe e Filippo Neri” a Chiarino, visita che si concluderà fra due settimane, con una solenne celebrazione di chiusura. <<Siamo contenti della Vostra presenza e ci siamo preparati in vista di questo importante e storico evento per la nostra comunità con la Lectio Divina,con la riflessione,con la preghiera, ha detto il parroco Don Davide Malavè all’inizio della celebrazione, perché sappiamo che la sua presenza in queste due settimane, nella nostra Comunità, porterà tanti frutti e servirà per le nostre parrocchie per crescere ed essere Chiesa, e per camminare ascoltando la voce del suo Pastore>>. Da parte sua il Vescovo, nella sua omelia, ha spiegato: << La visita pastorale è la visita del Pastore, come dice il nome stesso, ma il vero Pastore non sono io, ma Gesù, apriamo così il cuore affinché tramite questo incontro il Signore ci sia vicino>>. La Visita Pastorale è una iniziativa normale per un vescovo presente in Diocesi da cinque anni, com’è appunto Mons. Marconi, ma a Macerata non si attuava da un ventennio visto che l’ultimo a svolgerla è stato il Vescovo Luigi Conti. <<Non è una mia invenzione, ha proseguito Mons. Marconi, nella storia della Chiesa esiste dal 1500 ed è iniziata molto prima. Se pensate che la nostra Diocesi è composta da 140mila abitanti e da 70 parrocchie, per dirigere tutto questo, per rendersi conto di quello che succede, bisogna conoscere la realtà sulla carta. Tramite i parroci conosco tutto. Ho così il quadro generale della situazione di ogni parrocchia, questo è il lavoro del Vescovo. Però sapere tutto sulla carta non è sapere dal vero. La Chiesa così ha scoperto che dopo qualche anno, il Vescovo smetta di guardare le carte ed incominci a guardare le facce, questa è la Visita Pastorale, dedicando il tempo per incontrare le persone, vedere le situazioni, incontrando possibilmente tutti, ed è quello che mi appresto a fare in questi quindici giorni. E chi vorrò incontrare ? Prima di tutto le persone che vengono alla Santa Messa per dirgli bravi. Di solito insieme ai preti brontoliamo per tutte le cose che dovete fare e per quelli che alla messa non vengono, una volta tanto Vi dico bravi per questa vostra fedeltà nel ritrovarsi insieme a vivere come Comunità la preghiera, ad ascoltare la parola del Signore e per crescere come Comunità . Dopo le persone che vengono a messa è mio intendimento incontrare gli anziani e gli ammalati, soprattutto le persone che sono bloccate in casa,da una malattia o da una sofferenza e che offrono con fede le loro sofferenze per la salvezza di tutti noi. Queste persone spesso le dimentichiamo. In questa Visita Pastorale andrò a cercare le persone ammalate. La faccia tosta ce l’ho. E’ importante far capire che queste persone sono tanto preziose e che la loro vita,pur essendo bloccate a letto, non è inutile, e che la Chiesa è presente e va verso di loro>>. Proseguendo nella sua omelia il Vescovo Marconi ha focalizzato quindi la sua attenzione verso i giovani : <<Sono il futuro, li incontrerò al catechismo,a scuola ed ovunque apriranno le porte. Io non ho paura di entrare. I giovan, che sono il nostro futuro, devono stare al centro del nostro annuncio,devono sentire rinnovato l’annuncio di Gesù che cancelli i peccati e ci salvi. Il quarto obiettivo in questa visita pastorale è rivolto al mondo del lavoro.”Oggi per chi lavora e per chi dà lavoro,non è facile, occorre impegnarsi nello sviluppo. Molti giovani purtroppo sono costretti ad andarsene. Negli ultimi 15 anni dalle Marche, 60mila giovani sono andati a lavorare al Nord , o nelle grandi città, o all’estero, la metà della nostra Diocesi. Dobbiamo incoraggiare quindi chi lavora e chi dà lavoro, perché abbiamo bisogno di dare un futuro alla nostra gente. E per concludere vorrei incontrare tutti quelli che lavorano per il bene della Parrocchia, sino a quelli che puliscono la Chiesa, in quanto hanno una loro dignità e fanno un lavoro prezioso>>. Mons. Marconi ha concluso spiegando di non venire a fare ispezioni, a predicare,ma ascoltare, stare vicino alle persone ed incoraggiarle.




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