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  • Gabriele Magagnini

LE LUMINARIE DELLA POLEMICA

Il vicesindaco Mirco Scorcelli nei giorni scorsi ha anticipato alcune delle iniziative che caratterizzeranno le prossime festività natalizie e tra queste la reinstallazione delle luminarie e del cielo stellato con tema L’Infinito proprio per celebrare il Bicentenario della stesura del più conosciuto idillio di Giacomo Leopardi. Le luminarie, installate nel 2014 dopo la realizzazione del film “Il Giovane favoloso” lungo corso Persiani sino alla sede del Teatro Persiani hanno riscosso un notevole successo di pubblico e attirato turisti per la loro spettacolarità e originalità. In questi anni, però, l’usura si è fatta sentire e sono state quindi ristrutturate e, per il Natale 2019 saranno riposizionate e, ci sarà anche un cielo stellato in piazza Leopardi a completamento del tema l’Infinito. Per questo l’amministrazione ha dato mandato alla ditta Pubbliconcerti di Avezzano prevedendo una spesa di oltre 10mila euro. La decisione di rimettere le luminarie non sembra essere gradita a tutti sia tra gli esponenti della maggioranza che della minoranza; la dottoressa Antonella Mariani, consigliere comunale di “Vivere Recanati” con delega alla sanità, benché non solita esprimersi su Facebook, stavolta sul suo profilo intende dire la sua in merito spiegando: «in questa occasione voglio proprio sinceramente comunicare il mio pensiero. Le luminarie che riproducono la poesia dell'Infinito non mi sono piaciute né nel Natale in cui sono state per la prima volta affisse e tantomeno ora che si pensa di rimetterle. Cosa c'entra il Natale con Leopardi? Chi conosce la posizione del Leopardi riguardo alla religione? Quanto ci costa metterle ed eventualmente..non le toglieremo più? Per me, dato che sono state fatte, sono più opportune durante le celebrazioni leopardiane. Il Natale è un'altra cosa! Sarò infantile, ma a me ancora alla mia età piacciono Babbi natale, le renne, i fiocchi di neve, la befana e le coccarde!>>. Anche Enrico Fabraccio, della lista “Recanati nel mondo” dice la sua, non risparmiando critiche al Comune: «Dopo cinque anni dal loro primo montaggio, nel Natale 2019 torneranno lungo corso Persiani le famose luminarie "favolose" che rappresentano il testo della poesia de "L'Infinito". Al di là che con il Natale e le sue iniziative, non ha nulla a che fare, è la sua realizzazione pacchiana che mi preoccupa. Il colore ghiaccio e le lettere in grassetto che le rendono  anonime non hanno nessuna relazione con la vera poesia. La novità e il voler bene a Recanati ha oscurato un po' nel tempo la verità della poca eleganza di queste luminarie in tanti animi di cittadini recanatesi, ma oggi un'amministrazione che si sta rendendo famosa per l'unica frase "non ci sono i soldi per nulla” e che taglia fondi alle cooperative del verde, abbandonando i parchi e tagliando lo stipendio alle persone in difficoltà, spendere 30mila euro per certe iniziative non mi sembra tanto onorevole. Mi auguro che altri politici recanatesi possano dire la verità ed esporsi per evitare di accomunare la tradizione recanatese alle tradizioni popolari dell'entroterra di un sud Italia lontano che con la città della poesia non c'entra davvero nulla». 



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