• Gabriele Magagnini

SECONDA PARTE DELLA STAGIONE DI PROSA AL PERSIANI DI RECANATI

Il Teatro Persiani di Recanati torna ad aprire le sue porte a una nuova stagione di spettacolo dal vivo.


“Ancora una volta presentiamo una stagione di qualità, ricca di spettacoli di successo, con grandi personaggi.- Ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi - Il Teatro Persiani si riconferma tra le punte di diamante della politica culturale di Recanati e lo fa proponendo un cartellone di appuntamenti capaci di emozionare e coinvolgere sempre più fasce di pubblico diverse, dove non manca, come da tradizione nella nostra città, un’attenzione particolare dedicata ai piccoli cittadini e cittadine di Recanati.”


Una stagione voluta e promossa dal Comune di Recanati con l’AMAT e realizzata con il contributo della Regione Marche e del MiC. Il cartellone si compone di quattro appuntamenti di prosa e due per le famiglie con la tradizionale rassegna La domenica al Persiani.


“Presentiamo la seconda parte della stagione teatrale del Persiani dopo la prima molto partecipata e apprezzata dal pubblico. – Ha affermato l’Assessora alla Cultura Rita Soccio - Riapriamo sempre in sicurezza con spettacoli che spaziano dai classici, alla commedia, al musical per offrire al pubblico un’ampia rosa di eventi tra cui scegliere. Tra le proposte ritorna anche il teatro per i più piccoli delle domeniche pomeriggio, per un ritorno alla normalità e allo stare insieme che tanto ci è mancato in questo periodo e che il teatro come la cultura possono aiutarci a recuperare.”


L’inaugurazione il 16 febbraio è con Il test con Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari, Sarah Biacchi, diretti da Roberto Ciufoli, esilarante e graffiante commedia campione d’incassi in Spagna. Soldi, sentimenti, sesso e successo sono gli ingredienti della commedia del giovane drammaturgo spagnolo Jordi Vallejo. “Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione di euro fra dieci anni?”. Ettore e Paola, coppia con qualche problema economico, devono affrontare la scelta che gli propone il vecchio amico Toni, in attesa che li raggiunga per cena la nuova giovane fidanzata, eccentrica psicologa di successo. Accontentarsi di una bella fortuna subito o aspettare anni per decuplicarla? La domanda è semplice, la risposta meno. Lello Arena, affiancato da una numerosa compagnia di attori e diretto da Luciano Melchionna è il protagonista il 3 marzo della divertente e amara commedia di Carmine Amoroso Parenti serpenti, conosciuta dal grande pubblico grazie al film “cult” di Mario Monicelli del 1992. Tutto ha inizio con un Natale a casa degli anziani genitori che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli ormai lontani. E se quest’anno gli amati genitori volessero chiedere qualcosa ai loro figli? Luciano Melchionna costruisce uno spaccato di vita intimo e familiare di grande attualità, con un crescendo di situazioni esilaranti e spietate che riescono a far ridere e allo stesso tempo a far riflettere con profonda emozione e commozione. Il 29 marzo Giorgio Pasotti e Mariangela D’Abbraccio sono i protagonisti di Hamlet per la regia diFrancesco Tavassi. In tutto il panorama dei personaggi shakespeariani non esiste eroe più moderno di Amleto. Questo perché già diversi secoli prima della nascita della psicanalisi, Amleto s’impone come un personaggio dalla psiche profonda e complessa, nella sua incapacità di scegliere - nel subire il peso fisico e terreno che deriva da tali indecisioni - nell’isolamento che arriva a sfiorare la follia, Amleto è un personaggio dei giorni nostri. Il 21 aprile conclude il cartellone in abbonamento Dimmi addio domenica, prima versione italiana a cura della Compagnia della Rancia per la regia di Mauro Simone del musical Tell me on a Sunday composto nel1979 da Andrew Lloyd Webber, con le liriche di Don Black. Un atto unico per una sola attrice/cantante inscena, affidato a Elisabetta Tulli, attrice, cantante e autrice raffinata, sensibile e poliedrica, artista a tuttotondo che ha trovato nel musical la sua forma espressiva e trasforma il palcoscenico in un caleidoscopio di relazioni e di emozioni, dando corpo e voce ad alcuni tra i brani più belli del repertorio del teatro musicale.


Il Teatro Persiani rinnova l’atteso appuntamento con La domenica al Persiani, stagione dedicata alle famiglie con due appuntamenti. Il 20 marzo arriva in scena I musicanti di Brema della compagnia Kosmocomico. Valentino Dragano, autore del testo, della regia, dei pupazzi e delle scenografie, dà vita a uno spettacolo denso, poetico, evocativo e divertente. Il 3 aprile l’Associazione Arena Sferisterio e Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata (ATGTP) presentano Black Aida. Una fiaba africana regia di Simone Guerro e Filippo Ughi con Bintou Ouattara e la soprano Laura Tomasucci, una vera e propria rilettura per tutte le età della celebre opera di Giuseppe Verdi, una delle più amate del repertorio operistico che prende in considerazione tutta la vicenda dal punto di vista della principessa africana.


Abbonamenti prosa in vendita dal 27 gennaio con prelazione abbonati stagione 2019/20 e dal 10 febbraio nuovi abbonamenti presso biglietteria del teatro 071 7579445. Informazioni: AMAT 071 2072439.



PROSA

16 FEBBRAIO

IL TEST


di Jordi Vallejo

traduzione Piero Pasqua

con Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli

Simone Colombari, Sarah Biacchi

regia Roberto Ciufoli

scene Andrea Ceriani

costumi Sandra Cardini

light design Francesco Bàrbera

produzione Pipa e La Bilancia Produzioni



“Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione fra dieci anni?”. Ecco Il test che dà vita a questa esilarante e graffiante commedia che continua a sbancare i botteghini spagnoli, da Barcellona a Madrid.


Hèctor e Paula, una coppia con qualche problema economico, devono affrontare la scelta che gli propone il vecchio amico Toni, in attesa che li raggiunga per cena Berta, la giovane fidanzata psicologa di successo. Una decisione apparentemente semplice: accontentarsi di una piccola ma immediata fortuna o aspettare lunghi anni per decuplicarla? Il dilemma che inizia come un semplice e teorico test di personalità, in un clima di divertita amicizia, diventa sempre più causticamente feroce, e mette progressivamente a nudo i caratteri, i pensieri reconditi e i delicati segreti dei quattro commensali. Fra battute di spirito al vetriolo e sferzanti dialoghi, i protagonisti vengono spinti a prendere decisioni che nell’arco di una cena cambieranno radicalmente le loro vite, forse per sempre.


I test appassionano, la ricerca della giusta risposta per mostrare di essere intelligenti, acuti, pronti, à la page, ha mantenuto un fascino intramontabile. Cosa può mai nascondersi dietro l’innocuo “è meglio un uovo oggi o la gallina domani”? Rispondere “dipende dallo stato di salute della gallina” denota sagacia, cinismo o analisi pragmatica?

Qualunque sia lo scopo di un test, il risultato finale sarà sempre una scoperta o la conferma di un comportamento che addirittura può sconvolgere chi viene “testato”. È il nostro caso.

I protagonisti della nostra storia vengono letteralmente travolti dagli esiti di quello che all’apparenza è solo un inoffensivo test comportamentale: preferisci la voracità del morso qui e ora o la pazienza dell’attesa di un futuro piatto più sostanzioso?

Il Test va in scena, potete accontentarvi del morso di una sera o tornare e testare la ricchezza del piatto.

Roberto Ciufoli



PROSA

3 MARZO

PARENTI

SERPENTI


di Carmine Amoroso

con Lello Arena

e con Giorgia Trasselli

Raffaele Ausiello, Marika De Chiara, Andrea de Goyzueta,

Carla Ferraro, Luciano Giugliano, Anna Rita Vitolo

ideazione scenica e regia Luciano Melchionna

scene Roberto Crea costumi Milla musiche Stag

disegno luci Salvatore Palladino

assistente alla regia Sara Esposito

produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

in collaborazione con Bon Voyage Produzioni

e con Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016


Lello Arena diretto da Luciano Melchionna è il protagonista della divertente e amara commedia di Carmine Amoroso, conosciuta dal grande pubblico grazie al film “cult” di Mario Monicelli del 1992. Tutto ha inizio con un Natale a casa degli anziani genitori che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli ormai lontani. E se quest’anno gli amati genitori volessero chiedere qualcosa ai loro figli? Se volessero finalmente essere “accuditi”, chi si farà carico della loro richiesta? Luciano Melchionna, il visionario creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, costruisce uno spaccato di vita intimo e familiare di grande attualità, con un crescendo di situazioni esilaranti e spietate che riescono a far ridere e allo stesso tempo a far riflettere con profonda emozione e commozione.


Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravvivare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci. Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni di papà Saverio mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo come quello di un bambino intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano nei giorni di santissima festività. È un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuole vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti? Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause fatte di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto. All’improvviso però, i genitori, fino ad allora punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia… a chi toccherà? All’improvviso, dunque, un terremoto segna una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre uguale e in via di spegnimento, una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria. Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento. Verità? Paradosso? Spesso, come si è soliti dire, la realtà supera la fantasia. E questo mi ha spronato ad affrontare un testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre assolutamente attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo e sorridere nell’assistere alle spumeggianti gag ma, allo stesso tempo, non ci si può riflettere sopra senza una profonda amarezza. Viviamo in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno pian piano sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, perché trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti? In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco e a tratti surreale dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che – chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno? – da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti.

Luciano Melchionna

PROSA

29 MARZO

HAMLET


traduzione e adattamento Alessandro Angelini e Antonio Prisco

tratto liberamente da Amleto di William Shakespeare

con Giorgio Pasotti, Mariangela D’Abbraccio

e con Gerardo Maffei, Pio Stellaccio, Claudia Tosoni

Andrea Papale, Rosario Petíx, Salvatore Rancatore

regia Francesco Tavassi

scene Alessandro Chiti

costumi Sabrina Beretta e Serena Manfredini

musiche Davide Cavuti

produzione Teatro Stabile D'Abruzzo, Stefano Francioni Produzioni

e Fattore K



In tutto il panorama di personaggi shakespeariani non esiste un eroe più moderno di Amleto. Questo perché già diversi secoli prima della nascita della psicanalisi, Amleto s’impone come un personaggio dalla psiche profonda e complessa. La sua battaglia, prima ancora che col mondo esterno è interiore e quindi attuale. Non devono trarre in inganno, le armi, il regno di Elsinore, il linguaggio d’altri tempi, Amleto vive e si nutre a ogni rivisitazione del tributo che si paga ai capolavori; adattandolo non se ne scalfisce il valore, semmai lo si rinnova. A ogni rivisitazione il suo mito cresce, si scoprono nuove aderenze alla contemporaneità e s’accresce la precisione della sua spada perché penetri con maggior precisione. Nella sua incapacità di scegliere - nel subire il peso fisico e terreno che deriva da tali indecisioni - nell’isolamento che arriva a sfiorare la follia, Amleto è un personaggio dei giorni nostri. Un uomo imprigionato nella sua condizione, simile in tutto e per tutto a quelli che s’incontrano lungo i marciapiedi delle nostre città. Uomini di ogni età e ceto sociale, incapaci di reagire alle avversità che li hanno presi di mira, paralizzati in attesa di un evento che li strappi alla loro condizione e li faccia ripartire, animati dal desiderio di rivalsa verso la società che li ha declassati, che li ha delusi dagli affetti che avrebbero dovuto proteggerli.



PROSA

21 APRILE

DIMMI ADDIO

DOMENICA


musica Andrew Lloyd Webber

liriche Don Black

traduzione e liriche italiane Franco Travaglio

direzione musicale Andrea Calandrini

con Elisabetta Tulli

e Eleonora Beddini al pianoforte

regia Mauro Simone

produzione Compagnia della Rancia

su licenza di The Really UsefulGroup Ltd



Un atto unico per una sola attrice/cantante inscena, che trasforma il palcoscenico in un caleidoscopio di relazioni e di emozioni, dando corpo e voce ad alcuni tra i brani più belli del repertorio del teatro musicale:

Dimmi addio domenica è la prima versione italiana del musical Tell me on a Sunday composto nel1979 da Andrew Lloyd Webber, con le liriche di Don Black.

Il ruolo di Emma - una giovane donna (italiana, in questa versione) emigrata in America in cerca della green card, dell’amore e della realizzazione personale – con il quale si sono cimentate le più grandi star del teatro musicale internazionale, è affidato a Elisabetta Tulli, attrice, cantante e autrice raffinata, sensibile e poliedrica, artista a tuttotondo che ha trovato nel musical (Mamma Mia!, Sister Act, Billy Elliot e molti altri) la sua forma espressiva.

Da New York a Los Angeles e ritorno, Emma si accorgerà di quanto sia dura vivere in America e, allo stesso tempo, di quanto sia complicato realizzare i propri sogni senza scendere a compromessi. Ironica, fragile, appassionata, Emma è la ragazza della porta accanto, che miscela molto entusiasmo e qualche insicurezza, forte di una abbondante dose di amor proprio che la salverà.

Webber, geniale autore di musical come Jesus Christ Superstar, Evita, Cats, The Phantom of the Opera, in questo spettacolo riesce a sottolineare con la sua musica in modo superbo, intimo e allo stesso tempo universale, tutte le sfumature dei sentimenti che Emma si trova ad affrontare.



LA DOMENICA

AL PERSIANI

20 MARZO

I MUSICANTI

DI BREMA


testo, regia, pupazzi e scenografie Valentino Dragano

decorazioni sceniche Silvia Vailati



“A Brema la città dove tutto è Musica e Gioia, tutti! ma proprio tutti: bambini, vecchi, cani, gatti, asini, poveri, ammalati, tutti! possono trovare quello che hanno sempre cercato: la FELICITÀ!” Questo c’era scritto all’ingresso della città di Brema: “unico requisito: suonare uno strumento! per divertirsi e divertire!”

Con queste parole inizia lo spettacolo I Musicanti di Brema della compagnia Kosmocomico Teatro. Si racconta di mio Nonno che diceva sempre: “solo tre cose sono vere: la Musica é bella, gli Animali parlano, gli Angeli esistono”.

Dell’Asino che diceva sempre: “suonare, divertirsi e divertire è la Felicità”.

Del Cane che ha bisogno del Ritmo per vivere. Del Gatto che canta canzoni d’amore. Del Gallo, che suona la sveglia con la sua cornamusa. E si racconta del viaggio verso quella città, Brema, dove “i bambini ridono, i vecchi

suonano, i malati guariscono, i poveri mangiano”.

“Ma! - dice il Nonno - tutte le storie, anche le più belle, anche quelle più gentili, prima o poi diventano cattive, amare, pericolose! La musica cambia e quello che era bello diventa brutto, quello che era chiaro diventa oscuro. Non potevano sapere i Musicanti che quella era la casa dei Briganti!” In scena, un campo di papaveri a perdita d’occhio, Brema all’orizzonte e pupazzi che suonano (veramente!) meravigliose musiche della tradizione folk francese. L’Asino suona l’organetto, il Cane la grancassa, il Gatto l’ukulele, il Gallo la cornamusa. E i briganti cosa suonano?! La chitarra elettrica!

Con questo spettacolo Valentino Dragano aggiunge un ulteriore, poetico tassello, alla propria ricerca comica, musicale e teatrale, per il mondo dell’infanzia. Uno spettacolo denso, poetico, evocativo, divertente. Perché “suonare, divertirsi e divertire è la FELICITÀ!”



LA DOMENICA

AL PERSIANI

3 APRILE

BLACK AIDA

una fiaba

africana


drammaturgia Simone Guerro

regia Simone Guerro e Filippo Ughi

elaborazione musicale dell’Aida di Giuseppe Verdi Gianfranco Stortoni

attrice Bintou Ouattara

soprano Laura Tomasucci

musicista Petit Solo Diabatè

coproduzione Associazione Arena Sferisterio e Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata (ATGTP)

in collaborazione con Piccoli Idilli



Guarda dove metti i piedi impuro straniero

Questa è la terra dell’ottava armonia

Dell’arcobaleno: il Nero.

È la faccia oscura della luna

Portata alla luce

È la tela del capolavoro di Dio

Tsegaye Gabre Medhin


Una fiaba africana, una rilettura tout public della celebre opera di Giuseppe Verdi ad esattamente 150 anni dal suo debutto (Cairo, 1871). Non un adattamento, ma una vera e propria rilettura di una delle opere più amate del repertorio operistico che prende in considerazione tutta la vicenda dal punto di vista della principessa africana. Una storia che diventa fiaba archetipica, in cui l’amore e la guerra si fondono insieme per dare senso alla vita e al mondo. Il pubblico dell’opera è abituato a vedere l’Aida ambientata nell’Egitto trionfante. Questa versione invece guarda alla storia dal punto di vista etiope, uno sguardo nascosto, tribale, che rilegge anche la musica in questa chiave. Le arie e le note verdiane sono riprese in uno spirito musicale ancestrale e collettivo, interpretato dai principali strumenti della musica etnica africana, misti al canto lirico, che chiamerà anche al coinvolgimento del pubblico in un rito collettivo che richiama tutti a celebrare la bellezza del teatro e della musica.


Aida non è solo una vicenda, ma un archetipo di una figura femminile ostaggio dell’umanità ancora troppo maschilista, un archetipo oltretutto interculturale. L’idea parte dall’esperienza dei narratori della tradizione africana, meglio conosciuti come griot, aedi africani, depositari di tradizioni e racconti antichi, di un’arte del tutto oratoria, scomparsa nella contemporaneità occidentale. I bambini non pensano che dietro la figura della principessa esiste sempre un re o una regina che la coinvolgono in un destino che non le appartiene. Così Aida sarà prigioniera, divisa tra la possibilità della fuga e la celebrazione del suo grande amore.

Filippo Ughi e Simone Guerro



ABBONAMENTI PROSA

PRELAZIONE ABBONATI STAGIONE 2019/2020

27 – 29 gennaio

3 – 5 febbraio

NUOVI

10 – 12 febbraio


BIGLIETTERIA TEATRO PERSIANI

071 7579445

dalle ore 17.30 alle ore 19.30


settore a euro 90 ridotto* euro 70

settore b euro 70 ridotto* euro 55

settore c euro 55 ridotto* euro 35


BIGLIETTI

dal 15 febbraio

VENDITA BIGLIETTI PER TUTTI GLI SPETTACOLI


BIGLIETTERIA TEATRO PERSIANI

071 7579445

dal martedì al giovedì dalle ore 17.30 alle ore 19.30

la domenica di spettacolo dalle ore 15


settore a euro 25 ridotto* euro 20

settore b euro 20 ridotto* euro 15

settore c euro 15 ridotto* euro 10

loggione euro 10


La domenica al Persiani

posto unico numerato euro 6


*riduzione valida fino a 25 anni e oltre i 65 anni, possessori Marche Cultura Card e convenzionati vari

riduzioni previste anche per possessori Carta Regionale dello Studente


INFORMAZIONI

TEATRO PERSIANI 071 7579445

AMAT 071 2072439

amatmarche.net


INIZIO SPETTACOLI

ore 21.30

La domenica al Persiani



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